Successioni in Italia: il paradiso fiscale che non ti aspetti

In questi mesi in Italia, si sprecano gli articoli sulla successione di Silvio Berlusconi e di Leonardo Del Vecchio, questi argomenti richiedono una riflessione attenta, perchè spesso possono diventare molto spigolosi per gli eredi. In questo articolo, esploreremo le complessità delle successioni nel nostro paese e come i cittadini possono sfruttare a proprio vantaggio quello che mette a loro disposizione la legge.

Le Successioni in Italia

L’Italia è considerata da molti un vero paradiso fiscale per le eredità. Le tasse di successione nel paese sono tra le più basse al mondo, con aliquote che variano dal 4% all’8%. Queste aliquote si applicano solo ai patrimoni superiori al milione di euro, nel caso di parenti in linea diretta e coniuge, e ai 100 mila euro, nel caso dei fratelli. Sotto queste cifre, non è previsto alcun addebito fiscale. Ciò significa che, in Italia, i multimiliardari, così come gli eredi di Silvio Berlusconi, ricevono la stessa pressione fiscale di chi è molto meno ricco di loro.

La Storia delle Tasse di Successione in Italia

Le tasse di successione in Italia hanno subito variazioni significative nel corso degli anni. Nel 2000, il governo “Amato bis” ridusse le aliquote, e nel 2001, il secondo governo Berlusconi le abolì del tutto. Tuttavia, sotto il governo “Prodi bis”, nel 2006, le tasse di successione furono ripristinate nella forma attuale, con la legge numero 286 del 2006. Da allora, queste aliquote non sono state più modificate, in quanto garantiscono un regime estremamente vantaggioso rispetto a quasi tutti gli altri paesi del mondo.

Funzionamento dettagliato delle Tasse di Successione

La legge 286 del 2006 stabilisce una tassa di successione ordinaria dell’8% per i beni devoluti a soggetti terzi, che scende al 6% per quelli destinati a parenti fino al quarto grado o affini in linea retta e linea collaterale fino al terzo grado. Per i beni devoluti a favore di fratelli e sorelle, l’aliquota resta sempre al 6%, ma solo per i patrimoni superiori ai 100 mila euro.

Per le eredità in linea retta, quindi per figli e figlie, e a favore del coniuge, l’aliquota si riduce ulteriormente, arrivando solo al 4% e si applica unicamente ai patrimoni superiori al milione di euro. Sono esenti dalla tassa tutti i titoli di Stato italiani ed equiparati, mentre sui beni immobili si pagano sempre le tasse di trascrizione e catastale, fino a un massimo del 3%.

Tasse di Successione all’Estero 

In confronto ad altri paesi, l’Italia emerge come un’oasi fiscale per le successioni. In molti paesi, come Francia, Germania, Spagna e Belgio, le aliquote di successione possono variare notevolmente, con tassi che possono raggiungere picchi fino all’ 80%. D’altro canto, paesi come Russia, Cina, Australia, Canada, India, Nuova Zelanda, Indonesia, Austria, Norvegia, Svezia, Cipro e Gibilterra non applicano affatto tasse di successione. Nel 2021, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha lanciato un appello per chiedere l’aumento generale delle tasse di successione in tutta l’Unione europea. 

I PIR come strumento di pianificazione successoria

Tra i tanti vantaggi dei PIR (Piani Individuali di Risparmio), spicca l’esenzione dalle tasse di successione: a differenza di molti altri strumenti di investimento, i PIR permettono di trasmettere ai propri eredi un patrimonio non soggetto a tassazione.

I PIR rappresentano una scelta di investimento strategica per coloro che desiderano garantire il passaggio del proprio patrimonio alle generazioni future in modo efficiente dal punto di vista fiscale. Per incentivare l’adesione ai PIR, il legislatore italiano ha previsto delle agevolazioni fiscali molto forti, tra cui l’esenzione dalla tassa di successione, che va ad aggiungersi ai vantaggi relativi alle imposte sul capitale gain e sui rendimenti.

Il patrimonio investito nei PIR arriva agli eredi senza essere eroso dalle tasse di successione, offrendo una soluzione ideale per chi desidera proteggere il proprio lascito finanziario.

I PIR servono per raccogliere denaro da convogliare nell’economia reale, in particolare a vantaggio delle Piccole e Medie Imprese (PMI).

I fondi pensione e la successione 

Un’altra opzione da considerare è l’uso dei Fondi pensione, questi veicoli offrono un modo strutturato per accumulare risorse finanziarie nel corso degli anni, garantendo anche vantaggi fiscali. La pianificazione della successione può trarre vantaggio da questa soluzione, in quanto i contributi al fondo pensione sono esentasse fino al momento del riscatto, ma hanno una tassazione agevolata anche se vengono riscattati.

Per la pianificazione delle successioni è fondamentale coinvolgere consulenti finanziari esperti e avvocati specializzati in successioni. Pianificare in anticipo è la chiave per ridurre gli oneri fiscali e garantire che il proprio patrimonio passi alle generazioni future in modo efficiente ed efficace.

In Italia, le opportunità fiscali offerte per la pianificazione delle successioni sono un tesoro spesso nascosto. Ti è mai capitato di imbatterti in una successione? Hai mai pensato a come pianificarla? 

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