ESPLORANDO NUOVI ORIZZONTI: CONFRONTO TRA MERCATI PUBBLICI E PRIVATI

Mercati Pubblici vs Mercati Privati

Recentemente BlackRock Alternatives, la divisione di investimenti alternativi di BlackRock, la più grande società d’investimento al mondo, ha pubblicato il suo primo studio, presentando interessanti conclusioni sullo stato della domanda globale per gli asset privati.

Negli ultimi 20 anni, i mercati privati sono passati da una categoria di nicchia a una pietra miliare di molti portafogli di investimento. 

Da questo studio è merso che gli investitori più sofisticati si stanno allontanando dal tradizionale modello di allocazione 60/40 spostandosi verso gli asset privati, che continueranno a crescere come percentuale dei portafogli globali. Nonostante la volatilità dei mercati, le paure di recessione e le turbolenze recenti, l’incertezza a breve termine non sta frenando la crescita dei mercati privati.

Il sondaggio ha raccolto le opinioni di allocatori di capitale che rappresentano 15 trilioni di dollari di patrimonio totale in gestione, di cui 3,2 trilioni di dollari investiti nei mercati privati. Ciò rappresenta circa un quarto del panorama globale degli investimenti istituzionali nei mercati privati.

La generazione di nuovo reddito emerge come il fattore più importante che guida gli investimenti nei mercati privati, identificato come tale dall’82% dei partecipanti. La rivalutazione del capitale è la seconda priorità nella decisione di investire nei mercati privati, secondo il 58% dei partecipanti.

La ricerca di profitto ha suscitato un notevole interesse degli investitori verso il credito privato, in particolare verso il debito infrastrutturale e immobiliare, oltre alle strategie distressed. Più della metà dei partecipanti a livello globale prevede di aumentare l’allocazione verso il credito privato nei propri portafogli.

In Nord America e in Europa, più di un terzo degli investitori prevede di aumentare in modo significativo l’allocazione al credito privato entro il 2023.

A livello globale, oltre il 70% degli investitori ha l’intenzione di aumentare l’allocazione verso il private equity quest’anno, sebbene l’impatto delle turbolenze recenti rimanga da valutare. Con precisione, più della metà degli investitori negli Stati Uniti e in Canada prevede di aumentare le loro allocazioni in tutte le asset class quest’anno, mentre più di due terzi dei partecipanti nella regione Asia-Pacifico prevede di aumentare le loro allocazioni verso il private equity. 

Quando gli investitori aumentano le loro allocazioni nei mercati privati, hanno a disposizione una vasta selezione di asset con diverse caratteristiche. Ad esempio, nel private equity, più della metà dei partecipanti in ogni regione ritiene che le aziende mature offrano le opportunità di rendimento più interessanti, seguite dal venture capital, dai secondari e dai buyout.

Oggi anche grazie alla Mifid (la scheda finanziaria che compiliamo quando apriamo anche solo il conto corrente) possiamo valutare se inserire in un asset classico, fino al 35% di investimenti in mercati privati e aiutare il portafoglio a subire meno le oscillazioni dei mercati. I vantaggi che subirà questo tipo di accorgimento sono innumerevoli, principalmente tuteleremo il 65% dei nostri investimenti in mercati quotati, anche in momenti più turbolenti e potremo dormire sonni più tranquilli, concentrandoci sull’ottica di lungo periodo.

Le allocazioni verso il private equity sono destinate ad aumentare a livello globale, con le aziende mature considerate le opportunità di investimento più interessanti. La legislazione Europea, dal prossimo anno, prevede una maggiore democratizzazione degli investimenti in strumenti di Private Markets, che renderà ancor più semplice l’inserimento di questi, all’interno dei portafogli dei piccoli investitori.

E tu hai provato ad inserire i mercati privati all’interno dei tuoi investimenti e se non lo hai mai fatto, perchè? Il tuo consulente finanziario o bancario te lo ha proposto?

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