L’utilizzo del conto corrente

Il conto corrente è uno strumento finanziario essenziale per la gestione quotidiana delle nostre finanze. Troppo spesso viene utilizzato in maniera poco efficiente, con il rischio di lasciare somme ingenti giacere senza farle fruttare, mentre si accumulano spese e imposte che potrebbero essere evitate. Vediamo come utilizzare al meglio il conto corrente per gestire la liquidità e minimizzare i costi.

La gestione della liquidità

Il conto corrente dovrebbe essere visto come un mezzo per gestire la liquidità necessaria alle spese quotidiane, come il pagamento delle bollette, degli affitti, e delle spese correnti. È uno strumento utile per ricevere lo stipendio o altri pagamenti regolari e per effettuare transazioni finanziarie in modo sicuro e rapido. Un modo per calcolare la liquidità necessaria da gestire e trattenerla sul proprio conto corrente è sempre il ricorso alla solita regola del 50-30-20, dove nel 50% devono essere comprese tutte le spese mensili necessarie, nel 30% magari le spese impreviste e nel 20% tutto quello che può essere accantonato.

Il rischio

Uno degli errori più comuni che si commettono è quello di lasciare somme ingenti sul conto corrente senza uno scopo preciso, questo comportamento può essere particolarmente costoso per i risparmiatori. In primo luogo, i soldi fermi sul conto corrente non generano alcun rendimento, rimanendo infruttiferi, con l’inflazione che erode il potere d’acquisto nel tempo, il valore reale dei risparmi tende a diminuire e se si superano i 5.000€ di di giacenza media trimestrale sui propri conti correnti , si paga l’imposta di bollo fissa.

Italia negli ultimi 3 anni

Negli ultimi tre anni, la giacenza media sui conti correnti in Italia ha mostrato una tendenza in crescita, complice l’incertezza economica e la tendenza dei risparmiatori a mantenere liquidità accessibile. Vediamo come nel:

2021: Giacenza media di circa 17.000 euro per famiglia.

2022: Giacenza media di circa 18.500 euro.

2023: Giacenza media di circa 19.500 euro.

Ecco un grafico che mostra l’andamento della giacenza media:

Giacenza media annua

Altre spese

Come già accaduto, molti istituti bancari applicano commissioni o spese di gestione che possono variare in base alla tipologia di conto. Per i professionisti, per esempio, i costi possono essere ancora più elevati, per esempio:

Conto corrente standard: 60-100 euro all’anno.

Conto corrente per professionisti: 100-300 euro all’anno, a seconda dei servizi offerti.

Conto corrente online: in alcuni casi, sono offerti conti a zero spese, ma con limitazioni sui servizi offerti.

Utilizzando il conto corrente solo per le spese quotidiane, mantenendo una giacenza minima, è possibile ridurre l’impatto di queste spese.

E se investissimo le somme eccedenti?

Per comprendere l’importanza di non lasciare somme inutilizzate sul conto corrente, vediamo come la giacenza media sarebbe potuta crescere se fosse stata investita in uno strumento con un rendimento medio del 3% annuo:

Comparazione tra giacenza media annua e investimento

Come si può osservare, un investimento con un rendimento del 3% avrebbe portato la giacenza media a crescere in modo significativo rispetto a lasciarla infruttifera sul conto corrente.

I conti correnti fruttiferi

Nel 2024, i conti correnti fruttiferi sono limitati, ma alcuni istituti offrono soluzioni con tassi di interesse positivi. Andiamo da conti correnti che offrono lo 0,5% (lordo) con giacenze superiori a 5.000€ fino a chi offre anche il 2,5% (lordo) su somme vincolate a 12 mesi.

Questi conti fruttiferi spesso richiedono vincoli sulle somme depositate e offrono rendimenti bassi rispetto ad altri strumenti finanziari, ma possono rappresentare una soluzione per chi desidera mantenere una parte della propria liquidità fruttifera e senza rischi.

L’analisi evidenzia l’importanza di gestire in modo attento il proprio conto corrente. A mio parere è essenziale evitare che somme troppo elevate restino infruttifere. Bisognerebbe valutare sempre l’opzione di conti correnti fruttiferi o di investimenti liquidi, che può essere utile per chi cerca un rendimento sicuro sulle proprie giacenze evitando di farsi erodere il capitale dall’inflazione.

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