C’è un insegnamento che un mio caro amico imprenditore, anziano, mi ripeteva con la costanza di un mantra: “Il denaro è come l’acqua, amico mio, quando scorre sempre dimentichi la sua importanza,ma quando manca, capisci che era tutto”. Oggi, mentre osservo il panorama imprenditoriale italiano, sul quale spirano venti di incertezza, ripenso a quelle parole e alla necessità, più urgente che mai, di costruire quelle dighe finanziarie che tecnicamente vengono chiamati fondi di tesoreria.
La liquidità come respiro dell’impresa
La tesoreria aziendale è come se fossero i polmoni di una persona, che si espandono e si contraggono in un ritmo vitale, la liquidità fluisce attraverso i canali dell’attività d’impresa, alimentando ogni processo, ogni decisione, ogni sogno di crescita. Un fondo di tesoreria rappresenta l’insieme delle risorse finanziarie mobilizzabili di cui l’azienda dispone, fondamentale per garantire la solvibilità e l’operatività quotidiana.
Eppure, quanti imprenditori si trovano a vivere le difficoltà quotidiane senza una scialuppa di salvataggio? La pandemia ci ha insegnato che una riserva di liquidità adeguata è determinante per la sopravvivenza e il successo di qualsiasi impresa, soprattutto in un contesto economico mutevole e incerto. Non si tratta di pessimismo, ma di quella lungimiranza che distingue il vero imprenditore dal semplice sognatore.
Creare un fondo di tesoreria significa progettare l’architettura della sicurezza aziendale. Questi fondi possono rivelarsi utili non solo per affrontare congiunture negative, ma anche per poter cogliere al volo nuove opportunità di crescita, che si presentano in maniera inaspettata e richiedono liquidità immediata.
La costituzione di tale fondo passa attraverso diverse fasi: prima di tutto, l’analisi meticolosa dei flussi di cassa aziendali, quella danza di entrate e uscite che racconta la storia finanziaria dell’impresa. È necessario monitorare costantemente entrate e uscite, condurre analisi previsionali e attivare strategie di risk management per garantire sempre liquidità sufficiente a coprire le spese correnti e quelle impreviste.
I vantaggi di una scelta strategica
Ma il fondo di tesoreria è un biglietto da visita verso il mondo finanziario, una lettera di credenziali che parla prima ancora che l’imprenditore apra bocca. La presenza di una riserva di liquidità adeguata viene vista di buon occhio dai creditori in quanto fornisce una garanzia sulla capacità di rimborso del debito, influenzando positivamente il credit score e facilitando l’accesso al credito bancario.
Penso a quegli imprenditori che ho incontrato, volti segnati dalla preoccupazione, costretti a negoziare con le banche da una posizione di debolezza. I benefici operativi sono altrettanto tangibili, una buona gestione della tesoreria permette di risparmiare sui costi delle transazioni bancarie, ottimizzare i processi di pagamento e ottenere una migliore visibilità sui flussi di cassa per facilitare la pianificazione finanziaria. È come passare dal guidare di notte senza fari al viaggiare con una mappa dettagliata e illuminata.
La dimensione legale
Nel labirinto normativo che avvolge l’impresa moderna, il fondo di tesoreria acquisisce anche una valenza di protezione legale. Non parliamo solo della riserva legale obbligatoria, che rappresenta un accantonamento imposto dalla legge per salvaguardare l’integrità del capitale sociale e tutelare i creditori, ma di una strategia più ampia di tutela patrimoniale.
Le riserve aziendali fungono da cuscinetto finanziario contro le avversità, fornendo una garanzia aggiuntiva ai creditori sociali e rafforzando la posizione patrimoniale dell’azienda. È come costruire non solo le mura di un castello, ma anche i fossati che lo proteggono dall’assedio delle difficoltà.
Come creare il fondo
Ma quanto accantonare? La domanda risuona in ogni consiglio di amministrazione, in ogni notte insonne dell’imprenditore. Non esiste una formula magica, così come non esiste una ricetta universale per la felicità. Il primo passo è mettere da parte una somma sufficiente a coprire le spese di base per diversi mesi, creando un fondo facilmente e rapidamente accessibile.
Alcuni esperti suggeriscono di mantenere liquidità per coprire dai tre ai sei mesi di spese operative, ma ogni azienda è un universo a sé, con le sue stagionalità, i suoi ritmi, le sue peculiarità.
La tecnologia oggi ci offre strumenti sofisticati per monitorare e gestire questi flussi, software che trasformano l’arte della tesoreria in una scienza precisa. Eppure, dietro ogni algoritmo deve sempre esserci l’intuito umano, quella sensibilità che distingue il dato dalla saggezza.
Non è solo questione di denaro, ma di filosofia imprenditoriale, oggi le aziende virtuose (sia di piccole che di grandi dimensioni), monitorano costantemente i flussi di entrate e uscite e applicano un controllo di gestione che permette loro di prevedere i mesi futuri e vivere più tranquillamente i futuri esborsi di denaro senza andare in affanno.
Il futuro
Quando penso al fondo di tesoreria, non posso fare a meno di pensare alle generazioni future: ogni euro accantonato oggi è un mattone posto nelle fondamenta di un edificio che dovrà resistere alle tempeste di domani. È un atto d’amore verso il futuro dell’azienda, verso i dipendenti che troveranno stabilità, verso i clienti che potranno contare su un partner solido.
In un mondo che corre sempre più veloce, dove l’immediato sembra aver cancellato la lungimiranza, costruire un fondo di tesoreria è un atto quasi rivoluzionario. È scegliere la sostenibilità contro la speculazione, la prudenza contro l’azzardo, la saggezza contro l’improvvisazione.
C’è una bellezza profonda in questa scelta, la stessa bellezza che si trova nella preparazione meticolosa di un viaggio importante. Non si parte all’avventura sperando che tutto vada bene: si studiano le mappe, si preparano i rifornimenti, si immaginano le diverse possibilità. Il fondo di tesoreria è questo: la mappa e la bussola per navigare nell’oceano dell’impresa.
E così, mentre chiudo queste riflessioni, ripenso ancora alle parole del mio amico imprenditore. Il denaro è davvero come l’acqua: prezioso quando scarseggia, trascurato quando abbonda. Ma l’imprenditore saggio sa che il tempo dell’abbondanza è il momento migliore per costruire le riserve da cui attingere nei giorni della scarsità.
L’essenza stessa dell’imprenditorialità è non solo creare valore nel presente, ma costruire le condizioni perché quel valore possa moltiplicarsi nel futuro. Il fondo di tesoreria non è un costo, ma un investimento nella propria tranquillità, nella propria libertà, nella propria capacità di sognare senza il timore che il risveglio sia troppo brusco.
