Ore 7:45, Omaha, Stati Uniti. Un simpatico vecchietto entra nel McDonald’s di Kiewit Plaza e ordina la sua solita colazione: due salsicce, uova e formaggio, il tutto per circa 4 dollari. Paga contando i centesimi, sale sulla sua Cadillac del 2014 e si dirige verso l’ufficio per un’altra giornata di lavoro. Quel simpatico vecchietto è Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio da 168 miliardi di dollari.
Il 30 agosto 2025, Warren Edward Buffett spegne 95 candeline nella sua modesta casa di Omaha, quella stessa abitazione acquistata nel 1958 per 31.500 dollari e dalla quale non si è mai voluto trasferire. Una scena quotidiana che racconta più di mille parole sulla filosofia dell’uomo che ha battuto Wall Street per sei decenni consecutivi. Per questo motivo viene chiamato l’oracolo di Omaha, per la sua grande capacità di scelte di investimento redditizie nel lungo termine.
Oggi viviamo in un mondo dominato da algoritmi, trading ad alta frequenza e criptovalute, Warren Buffett rappresenta un’anomalia affascinante. Mentre i mercati si muovono in millisecondi, lui continua a ragionare in decenni. Mentre altri inseguono la tecnologia più recente, lui compra azioni come se stesse acquistando l’intera azienda per tenerla per sempre.
Il dato più impressionante della sua vita? Dal 1965 al 2024, i suoi investimenti hanno prodotto un rendimento annuo composto del 20 per cento, contro il 10 per cento dell’indice S&P 500, l’indice tra i più importanti del mondo . Significa che ogni dollaro investito con lui sessant’anni fa oggi varrebbe oltre 3.700 dollari, contro i 100 dollari di un investimento passivo nell’indice americano.
Da venditore di gomme da masticare a re degli investimenti
La storia di Buffett inizia con un bambino di sei anni che vendeva gomme da masticare e bibite ai vicini di casa. A undici anni acquista le sue prime azioni della Cities Service a 38 dollari ciascuna. Il titolo crolla a 27 dollari, risale a 40 e lui vende, pensando di aver fatto un affare. Peccato che le azioni arriveranno poi a 202 dollari. La prima, fondamentale lezione: la pazienza paga più della fretta.
A tredici anni presenta la sua prima dichiarazione dei redditi, già proprietario di un piccolo business di consegna giornali. Durante gli studi alla Columbia Business School incontra Benjamin Graham, il padre del value investing, che diventerà il suo mentore. Graham gli insegna a distinguere il prezzo dal valore, a cercare aziende sottovalutate dal mercato e a costruire un margine di sicurezza in ogni investimento.
Nel 1956, a soli 26 anni, fonda la Buffett Partnership con 105.000 dollari raccolti da amici e parenti. L’obiettivo è semplice quanto rivoluzionario: comprare pezzi di aziende solide a prezzi vantaggiosi e mantenerli per il tempo necessario perché il mercato riconosca il loro vero valore.
La svolta arriva nel 1965 quando acquisisce il controllo della Berkshire Hathaway, una società tessile in declino che trasforma nella più grande holding al mondo. Da lì inizia una cavalcata che lo porterà ad acquistare gioielli come Geico, Coca-Cola, American Express, e più recentemente Apple, che oggi rappresenta il 20 per cento del suo portafoglio.
Le cinque lezioni dell’Oracolo di Omaha
Dalla straordinaria carriera di Buffett emergono cinque principi fondamentali che ogni investitore dovrebbe conoscere.
Prima lezione: investire solo in ciò che si comprende. Buffett chiama questo principio il cerchio delle competenze. Non ha mai investito in tecnologie che non comprendeva completamente, preferendo concentrarsi su business model semplici e prevedibili. Se non riesci a spiegare un investimento a un bambino di dieci anni, probabilmente non lo capisci nemmeno tu, ripete spesso.
Seconda lezione: cercare il Fossato economico. Ogni investimento di Buffett punta su aziende con vantaggi competitivi sostenibili, quello che lui chiama “moat”. Coca-Cola ha il brand più riconoscibile al mondo, American Express gode della fiducia incondizionata dei suoi clienti, Apple ha creato un ecosistema dal quale è difficile uscire. Questi fossati proteggono l’azienda dalla concorrenza e garantiscono profitti duraturi.
Terza lezione: comprare quando gli altri hanno paura. La sua frase più famosa, “sii avido quando gli altri sono timorosi, e timoroso quando gli altri sono avidi”, ha guidato i suoi investimenti più redditizi. Durante la crisi finanziaria del 2008, mentre tutti vendevano, lui investiva miliardi in Goldman Sachs e Bank of America. Durante la pandemia del 2020, quando i mercati crollavano, aumentava le posizioni nelle sue aziende preferite.
Quarta lezione: tempo e interesse composto sono i migliori alleati. Buffett definisce l’interesse composto “l’ottava meraviglia del mondo”. La maggior parte della sua ricchezza è stata generata dopo i 65 anni, dimostrando il potere del tempo negli investimenti. “Qualcuno siede all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero tanto tempo fa”, ricorda spesso.
Quinta lezione: mantenere sempre liquidità per le opportunità. Berkshire Hathaway tiene costantemente circa 300 miliardi di dollari in cassa, pronti per essere investiti quando si presenteranno occasioni irripetibili. “La liquidità è come l’ossigeno: non te ne accorgi quando c’è, ma la sua mancanza ti uccide”, spiega Buffett.
L’eredità
Ciò che rende unico Buffett non sono solo i rendimenti straordinari, ma la coerenza dei suoi principi. In un’epoca di speculazione sfrenata, ha dimostrato che investire con disciplina, pazienza e razionalità paga sempre nel lungo termine. Ha trasformato Berkshire Hathaway da una piccola azienda tessile in una macchina per creare ricchezza del valore di oltre 1.000 miliardi di dollari, senza mai emettere stock option o ricorrere a strumenti finanziari complessi.
La sua filosofia va oltre gli investimenti. Buffett vive con frugalità, guida la stessa auto da anni, fa colazione ogni mattina da McDonald’s spendendo circa di 4 dollari, e ha promesso di donare il 99 per cento del suo patrimonio in beneficenza attraverso la Giving Pledge, l’iniziativa filantropica fondata con Bill Gates.
Il prossimo anno passerà il testimone della gestione operativa a Greg Abel, rimanendo presidente del consiglio. Ma la sua eredità intellettuale continuerà a guidare investitori in tutto il mondo. In un mercato sempre più dominato dalla velocità e dalla complessità, Buffett ci ricorda che le migliori strategie sono spesso le più semplici.
Mentre spegne 95 candeline nella sua casa di Omaha, Warren Buffett lascia un insegnamento che trascende i mercati finanziari: il successo duraturo nasce dalla combinazione di competenza, pazienza e integrità. Tre qualità sempre più rare al giorno d’oggi, ma eternamente vincenti.
E tu, cosa pensi di queste cinque lezioni dell’Oracolo di Omaha? Ne applichi già qualcuna nella gestione del tuo patrimonio? Hai mai investito seguendo il principio del cerchio delle competenze o hai saputo mantenere la calma durante i crolli di mercato per cogliere le opportunità? Forse è arrivato il momento di riflettere se la tua strategia di investimento rispecchia davvero questi principi senza tempo, o se invece stai ancora inseguendo l’illusione dei guadagni facili e veloci.
