I PIR ALTERNATIVI: UNA BREVE GUIDA

Scopriamo insieme i Piani Individuali di Risparmio Alternativi e la loro stretta connessione con il mondo degli investimenti in Economia Reale e nei mercati privati.

I Piani Individuali di Risparmio Alternativi (PIR Alternativi),sono un’interessante opzione per gli investitori attenti alle opportunità nel mondo finanziario. In queste righe, analizzeremo le caratteristiche dei PIR Alternativi, i loro vantaggi e faremo considerazioni importanti per coloro che desiderano sfruttarne il potenziale.

I PIR Alternativi sono piani individuali di risparmio che mirano ad incentivare gli investimenti nell’economia reale, sia in capitale di rischio che in capitale di debito, investendo principalmente in fondi di Private Equity, Venture Capital e Private Debt.

Introdotti dal decreto Rilancio, i PIR Alternativi sono stati creati per indirizzare le risorse del risparmio privato verso le piccole e medie imprese italiane non quotate, per dare maggiore slancio all’economia nazionale dopo il periodo di crisi pandemica.

Una delle prime domande che sorge spontanea è :”Come costituire un PIR Alternativo?”

È possibile costituire un PIR Alternativo attraverso un rapporto di amministrazione, fiduciaria, custodia o gestione di portafoglio, optando per l’applicazione del risparmio amministrato. Questa scelta consente agli investitori di beneficiare di una legislazione fiscale particolarmente favorevole.

Quali sono i vincoli e i limiti associati ai PIR Alternativi?

Oltre a un PIR ordinario, gli investitori possono detenere un PIR Alternativo con un plafond massimo di 300.000 euro all’anno solare e di 1,5 milioni di euro nel periodo di cinque anni, che rappresenta il massimo periodo cumulabile.

È importante notare che l’investimento deve essere mantenuto per almeno 5 anni per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali associate e che per poter iniziare ad investire in un fondo Pir compliance (Conforme al Pir) bisogna detenere, almeno fino ad oggi, un patrimonio non inferiore a 100.000 euro. Tuttavia, è possibile disinvestire prima del termine dei 5 anni, ma in tal caso l’investimento sarà soggetto alle normali regole fiscali applicabili ad altri tipi di investimento.

Un elemento chiave dei PIR Alternativi riguarda la composizione del portafoglio. Il 70% del valore complessivo del portafoglio deve essere composto da investimenti qualificati, mentre la restante quota del 30% può essere investita in qualsiasi strumento finanziario senza vincoli specifici. È importante sottolineare che, di questo 30%, non più del 20% può essere costituito da liquidità, come depositi o conti correnti bancari e postali. Inoltre, è previsto un limite di concentrazione, secondo il quale non più del 20% delle somme o valori destinati al piano può essere investito in strumenti finanziari emessi o stipulati con lo stesso emittente o stipulante.

I vantaggi dei PIR Alternativi vanno oltre le agevolazioni fiscali. Essi offrono agli investitori l’opportunità di sostenere le piccole e medie imprese italiane, contribuendo alla crescita dell’economia reale. Inoltre, gli investimenti in PIR Alternativi consentono di diversificare il proprio portafoglio, riducendo il rischio e potenzialmente generando rendimenti interessanti a lungo termine.

E’ fondamentale valutare attentamente i vincoli, i limiti e le condizioni associate ai PIR Alternativi prima di prendere una decisione di investimento, sarebbe sempre opportuno consultare un professionista qualificato prima di ogni operazione.

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