Consumatori ingannati

Negli ultimi anni, in Italia, i consumatori hanno iniziato a notare un fenomeno subdolo ma sempre più comune: la shrinkflation. Questo termine che molti non conosceranno, è l’unione delle parole inglesi “shrink” (restringere) e “inflation” (inflazione), descrive la pratica di ridurre le dimensioni o il peso dei prodotti mantenendo invariato il prezzo. La shrinkflation è una risposta delle aziende all’aumento dei costi di produzione, ma solleva importanti questioni etiche e di trasparenza nei confronti dei consumatori.

Il fenomeno

La shrinkflation è diventata particolarmente evidente nel settore alimentare, ma si estende anche ad altri beni di consumo. I prodotti di uso quotidiano come biscotti, snack, cioccolato e bevande sono spesso soggetti a questa pratica, ad esempio, una confezione di biscotti che prima conteneva 200 grammi di prodotto potrebbe ora contenerne solo 180, mantenendo lo stesso prezzo di vendita. La riduzione può sembrare minima, ma su larga scala ha un impatto significativo sia sul potere d’acquisto dei consumatori che sui profitti delle aziende.

Figura 1: Esempi di shrinkflation nel settore alimentare. Confezioni di biscotti e cioccolato che mostrano una riduzione del contenuto senza un corrispondente calo di prezzo.

Le cause

La principale causa della shrinkflation è l’aumento dei costi di produzione, inclusi quelli delle materie prime, dell’energia e della manodopera. Di fronte a questi incrementi, le aziende devono scegliere tra aumentare i prezzi, ridurre le dimensioni dei prodotti o trovare un equilibrio tra le due opzioni. Ridurre le dimensioni dei prodotti può sembrare una soluzione meno evidente e quindi meno dannosa per le vendite, ma può erodere la fiducia dei consumatori se percepita come ingannevole.

Figura 2: Aumento dei costi di produzione dal 2015 al 2023, suddiviso per materie prime, energia e manodopera.

Le Implicazioni per i Consumatori

La shrinkflation ha diverse implicazioni per i consumatori: prima di tutto, riduce il valore percepito dei prodotti, poiché i consumatori pagano lo stesso prezzo per una quantità minore di prodotto. In secondo luogo, può influenzare la fiducia dei consumatori nelle marche, soprattutto se la riduzione delle dimensioni non viene chiaramente comunicata, cosa che succede spesso. Infine, la shrinkflation contribuisce all’inflazione effettiva, poiché i consumatori devono acquistare più unità dello stesso prodotto per ottenere la stessa quantità, aumentando così la spesa complessiva.

Figura 3: Impatto della shrinkflation sulla fiducia dei consumatori, misurato attraverso sondaggi di soddisfazione.

Trasparenza e regolamentazione

In alcuni paesi, esistono normative che richiedono alle aziende di dichiarare chiaramente eventuali cambiamenti nelle dimensioni o nel peso dei prodotti. Tuttavia, in molti casi, queste informazioni non sono facilmente accessibili o comprensibili per i consumatori. In Italia, la situazione è complessa: sebbene le leggi richiedano che il peso o la quantità dei prodotti siano indicati sulle confezioni, non vi è alcun obbligo specifico di informare i consumatori sui cambiamenti rispetto alle confezioni precedenti.

Alcune associazioni di consumatori hanno lanciato app e piattaforme online dove gli utenti possono segnalare casi di shrinkflation, creando una rete di informazione condivisa.

L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha acceso i riflettori su questa pratica, lanciando una campagna di sensibilizzazione. Sul loro sito web, l’UNC fornisce una guida dettagliata per riconoscere e affrontare la shrinkflation, invitando i consumatori a diventare “detective” del carrello della spesa.

Mentre la shrinkflation continua a diffondersi, emergono interrogativi sul suo impatto a lungo termine. Potrebbe questa pratica spingere i consumatori verso marchi più trasparenti o prodotti locali? O forse vedremo un’evoluzione nella regolamentazione per garantire una maggiore chiarezza nelle pratiche di pricing?

Ciò che è certo è che la shrinkflation ha acceso un dibattito più ampio sulla trasparenza nel mercato dei beni di consumo. Occorre essere molto attenti, e mentre ti sposti tra gli scaffali del supermercato, ricorda: a volte, ciò che non vedi può essere più importante di ciò che vedi.

L’educazione finanziaria e la consapevolezza nelle scelte d’acquisto diventano strumenti fondamentali. Confrontare i prezzi unitari, leggere attentamente le etichette e tenere traccia delle variazioni nel tempo possono fare la differenza.

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