
Una delle domande che ognuno di noi si pone da genitore o da futuro genitore è proprio questa. La verità è che in molti casi non abbiamo idea di quello che potrebbe essere la spesa per il sostenimento di un proprio figlio all’università, sopratutto se la scelta ricadrà su un istituto fuori dalla regione di residenza.
Le Classifiche Universitarie del Censis
La Classifica Censis è una guida affidabile che offre un’analisi dettagliata del sistema universitario italiano. I parametri valutati includono strutture, servizi, borse di studio, internazionalizzazione, comunicazione, servizi digitali e occupabilità. Questa classifica fornisce una mappa chiara delle migliori università italiane, consentendo agli studenti e alle loro famiglie di prendere decisioni informate.
Le università pubbliche italiane offrono un’ampia gamma di opportunità di studio e la qualità dell’istruzione è in costante crescita. Nell’ultimo anno accademico, abbiamo assistito a un aumento delle immatricolazioni del 2,2%, con oltre 7.000 nuovi studenti. Questo dato, proveniente dal Censis, evidenzia il desiderio e l’entusiasmo dei giovani italiani di accedere all’istruzione superiore.
Tuttavia, è importante notare che non tutti gli atenei hanno beneficiato in egual misura di questo aumento. Le regioni del Centro Italia hanno registrato un notevole aumento del 9,3%, mentre il Nord-Est ha visto un calo del 2,0%. Per quanto riguarda gli ambiti di studio, le discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) hanno registrato un aumento dell’1,1%, mentre le scienze sociali e giuridiche hanno visto un aumento del 4,5% delle immatricolazioni.
Tuttavia, una tendenza preoccupante è rappresentata dagli abbandoni degli studi, che sono aumentati nel corso degli anni. Nel 2021-2022, il 7,3% degli immatricolati ha abbandonato gli studi entro il primo anno, un dato che coinvolge in modo equo sia i maschi (7,4%) che le femmine (7,2%).
Costi dell’Istruzione Universitaria: l’altro lato della medaglia
Oltre alla qualità dell’istruzione, dobbiamo anche affrontare la questione dei costi associati all’università. Le università pubbliche italiane generalmente richiedono tasse di iscrizione annuali che vanno da poco più di 1.000€ a 3.000€. D’altra parte, le università private possono avere tasse di iscrizione più elevate, che oscillano generalmente tra i 5.000€ e i 15.000€ all’anno. Università di prestigio come la Bocconi o la Luiss rientrano in questa fascia di costi.
Ma i costi dell’istruzione universitaria non si limitano alle tasse di iscrizione. Gli studenti che scelgono di studiare fuori sede devono affrontare spese significative per vitto e alloggio. Queste spese variano notevolmente in base alla città in cui lo studente decide di studiare e al suo stile di vita. In media, il costo mensile per vitto e alloggio può variare da 800€ a 1.500€ al mese.
Quando si considera un corso di laurea standard di cinque anni, i costi totali per mantenere un figlio all’università fuori dalla città di residenza possono essere considerevoli. Per le università pubbliche, il costo totale può variare da 75.000€ a 90.000€ per cinque anni. D’altra parte, per le università private, i costi possono superare i 120.000€ o anche di più.
Pianificazione e Sostenibilità
È essenziale tenere presente che i costi variano in base a diversi fattori, e la pianificazione finanziaria è fondamentale per garantire che l’accesso all’istruzione superiore sia sostenibile.
Gli sforzi combinati delle università italiane per migliorare la qualità dell’istruzione e le politiche per rendere l’istruzione superiore più accessibile sono un passo nella giusta direzione. Con un’adeguata pianificazione e informazioni chiare, le famiglie italiane possono affrontare questa sfida e permettere ai loro figli di perseguire i loro sogni accademici in modo sostenibile.
Molte famiglie italiane reputano, giustamente, la formazione del proprio figlio un passo importante verso la creazione della personalità e della professionalità del loro ragazzo, spesso però sono frenate dagli alti costi che andranno a sostenere.
Qui entra in gioco l’importanza della pianificazione finanziaria e di quanto l’accantonamento, sin dai primi anni di vita del proprio figlio, possa portare le famiglie a fare le scelte migliori senza l’affanno della spesa.
E tu avevi mai pensato a questo? Ti era mai capitato di farti due conti per capire se puoi mandare tuo figlio ad un ateneo piuttosto che ad un altro?
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