Dalla bolla dei tulipani alle moderne illusioni finanziarie

Tra i più importanti eventi che hanno costellato la storia dell’economia mondiale dobbiamo necessariamente citare la Tulipanomania del XVII secolo. Essa rappresenta forse l’archetipo più emblematico di quell’irrazionalità collettiva che periodicamente sconvolge i mercati. Un fenomeno che, continua a riproporsi con inquietante regolarità, seppur sotto forme nuove e apparentemente sofisticate.

Quando un fiore valeva una casa

Repubblica delle Sette Province Unite, anno 1637, oggi Paesi Bassi, qui si consumò quello che molti storici considerano il primo crash speculativo documentato della storia moderna. Un singolo bulbo della varietà Semper Augustus arrivò a essere scambiato per una somma equivalente al valore di una lussuosa dimora sul canale di Amsterdam. L’oggetto del desiderio non era oro, non erano terre fertili, ma semplici fiori – per quanto rari e affascinanti nella loro unicità cromatica.

La peculiarità di questa bolla risiedeva nei meccanismi psicologici che la alimentarono: la convinzione incrollabile che il prezzo potesse solo aumentare, l’effetto emulazione, la paura di perdere un’occasione irripetibile. E infine, come in ogni epifania economica che si rispetti, il brusco risveglio, quando improvvisamente ci si rese conto che nessun tulipano, per quanto straordinario, poteva giustificare tali valutazioni. Tutto quello splendido castello fatto di enormi speculazioni si sciolse come neve al sole.

Volgendo lo sguardo al mondo contemporaneo, non possiamo non scorgere inquietanti analogie con quella lontana follia floreale. Oggi sono tre i fenomeni che, in particolare, presentano i caratteri tipici delle bolle speculative in formazione.

Le criptovalute di nuova generazione

Il mercato delle criptovalute alternative – le cosiddette altcoin – manifesta tutti i sintomi della febbre speculativa. Se Bitcoin ha almeno conquistato una certa legittimità istituzionale, lo stesso non può dirsi per le migliaia di token lanciati quotidianamente, spesso privi di reale utilità o valore intrinseco. Assistiamo a incrementi vertiginosi di valore seguiti da crolli altrettanto drammatici, in un contesto dove la narrativa dell’arricchimento facile soppianta qualsiasi analisi razionale.

Come per i tulipani olandesi, il valore percepito si basa più sulla convinzione che qualcun altro pagherà di più domani che su fondamentali economici tangibili. La differenza rispetto al XVII secolo? La velocità con cui queste bolle si formano e scoppiano, accelerate dai social media e dalle piattaforme di trading accessibili 24 ore su 24. L’ultimo esempio in negativo è la Trump Coin, balzata da 18 centensimi a 75 dollari in un giorno e poi tornata su valori di partenza.

L’intelligenza artificiale generativa

Il secondo candidato al titolo di bolla in formazione è certamente il settore dell’intelligenza artificiale generativa. Dal 2022, abbiamo assistito a valutazioni stratosferiche per startup ancora in fase embrionale, spesso con modelli di business indefiniti ma con una narrativa irresistibile: quella della rivoluzione tecnologica imminente.

Società che generano perdite considerevoli vengono valutate miliardi di dollari sulla base di proiezioni di crescita che ricordano, nella loro audacia, le più ottimistiche previsioni della bolla dot-com. Come nel caso dei tulipani, assistiamo a una disconnessione crescente tra il prezzo degli asset e la loro capacità di generare valore economico reale nel medio termine.

Il mercato immobiliare di lusso nelle “Location Trophy”

Il terzo fenomeno che presenta caratteristiche preoccupanti è il mercato immobiliare ultra-premium nelle cosiddette Location Trophy – da via Montenapoleone a Milano (come evidenziato anche nella lista degli articoli che avete fornito) alle enclave di lusso globali. Questi immobili vengono sempre più trattati non come beni d’uso, ma come riserve di valore quasi finanziarie, con prezzi che sfidano qualsiasi razionalità economica.

Il metro quadro in queste location ha raggiunto valutazioni che rendono impossibile qualsiasi redditività da locazione, trasformando questi asset in puri oggetti speculativi, il cui valore dipende esclusivamente dalla convinzione che esisterà sempre un acquirente disposto a pagare di più.

Ciò che accomuna queste potenziali bolle alla Tulipanomania è l’abbandono progressivo dei criteri valutativi fondamentali. Nella fase avanzata di ogni ciclo speculativo, si assiste a un fenomeno di sospensione dell’incredulità: i partecipanti al mercato cessano di interrogarsi sulla razionalità dei prezzi, convinti che le regole tradizionali dell’economia siano state superate da un nuovo paradigma.

La storia ci insegna, però, che la gravitazione economica, come quella fisica, alla fine prevale sempre. Ogni bolla speculativa, indipendentemente dal suo oggetto, condivide un destino comune: lo scoppio improvviso, spesso innescato non da un singolo evento catastrofico, ma dal semplice esaurimento di nuovi acquirenti disposti a entrare nel gioco a prezzi sempre più elevati.

Proteggere il patrimonio

In questo contesto di potenziale instabilità, quali strategie dovrebbe adottare il risparmiatore accorto?

In primo luogo, riscoprire il valore della diversificazione autentica, non limitandosi a distribuire il capitale tra asset che potrebbero risultare correlati proprio nei momenti di stress dei mercati. Le crisi sistemiche, infatti, tendono a rivelare correlazioni nascoste tra asset apparentemente indipendenti.

In secondo luogo, mantenere una prospettiva di lungo periodo, ricordando che la creazione di valore economico reale richiede tempo e che i rendimenti straordinari a breve termine nascondono quasi sempre rischi altrettanto straordinari.

Infine, coltivare un sano scetticismo verso le narrative troppo seducenti, quando un investimento viene presentato come un’opportunità irripetibile, quando si afferma che questa volta è diverso, è proprio il momento di fare un passo indietro e interrogarsi sulla solidità dei fondamentali sottostanti.

La lezione più profonda della Tulipanomania ci porta a riconoscere in noi stessi quella stessa vulnerabilità all’euforia collettiva che spinse ricchi mercanti olandesi a scambiare fortune per bulbi di fiori è forse il primo, imprescindibile passo verso una gestione patrimoniale autenticamente consapevole.

Come scrisse saggiamente John Kenneth Galbraith: “Il mondo finanziario sviluppa una memoria istituzionale sorprendentemente breve. In conseguenza di ciò, i disastri finanziari sono rapidamente dimenticati. Nell’entusiasmo per le innovazioni finanziarie, i precedenti vengono cancellati e c’è una convinzione costante che le nuove invenzioni del genio finanziario siano destinate a durare.”

E tu hai mai pensato di diversificare i tuoi asset, come proteggi il tuo patrimonio? Ti piacerebbe poterlo fare ma non sai da dove partire? Puoi contattarmi qui, sarò lieto di darti il mio supporto.

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