La vera essenza dell’imprenditoria italiana si svela spesso nei momenti più delicati, quando il peso della tradizione incontra le sfide del futuro. Ho incontrato recentemente un imprenditore del Sud Italia, protagonista di una storia che racchiude l’anima del nostro tessuto imprenditoriale. Nel settore food & agriculture, lui e i suoi fratelli hanno costruito negli ultimi quarant’anni un’azienda, nel sud Italia, che è diventata un punto di riferimento a livello regionale. Nel suo sguardo si legge una preoccupazione profonda: senza figli diretti e con solo alcuni nipoti interessati all’attività, il futuro dell’azienda vacilla nell’incertezza.
Questa storia risuona con particolare intensità nel panorama imprenditoriale italiano, dove oltre il 70% delle imprese familiari sta affrontando la complessa sfida del passaggio generazionale. Il fenomeno assume contorni ancora più significativi quando si considera che queste aziende rappresentano l’84% del tessuto imprenditoriale nazionale, contribuendo al 70% dell’occupazione.
Le nuove generazioni stanno ridisegnando il concetto stesso di successione aziendale, la seconda e la terza generazione, invece di seguire il percorso tradizionale, stanno portando innovazione attraverso l’e-commerce e nuove stretegie di marketing, trasformando una potenziale crisi in un’opportunità di crescita, vedi l’esempio di Essenlunga e della famiglia Caprotti.
La chiave per gestire questi passaggi sta nella pianificazione anticipata e nell’apertura mentale verso soluzioni non convenzionali. Gli strumenti a disposizione sono molteplici: dalla creazione di holding familiari che separano governance e proprietà, all’inserimento graduale di manager esterni, fino a soluzioni più innovative come il reverse mentoring, dove le nuove generazioni guidano la trasformazione digitale mentre la vecchia guardia mantiene il presidio sui valori fondanti dell’azienda.
Il ruolo del consulente finanziario in questo scenario è fondamentale perchè non deve solo di gestire numeri e patrimoni, ma orchestrare un delicato equilibrio tra preservazione dei valori familiari e necessità di innovazione. La consulenza deve abbracciare aspetti emotivi, strategici e tecnici, guidando le famiglie attraverso decisioni che impatteranno generazioni.
L’esperienza insegna che il successo del passaggio generazionale non si misura nella rigida adesione ai modelli del passato, ma nella capacità di evolvere mantenendo intatto il DNA aziendale. Alcune delle storie di maggior successo vedono aziende che hanno saputo reinventarsi: dalla manifattura tradizionale al digitale, dall’agricoltura convenzionale al biologico hi-tech, dal commercio locale all’e-commerce globale.
Il messaggio è chiaro: il passaggio generazionale non è un momento, ma un processo, richiede visione, pianificazione e, soprattutto, la capacità di vedere oltre gli schemi tradizionali. Le aziende che sopravvivono e prosperano sono quelle che riescono a trasformare il cambio generazionale da minaccia a opportunità di rinnovamento e crescita.
Per le imprese familiari italiane, il futuro non è scritto nelle stelle, ma nelle scelte che facciamo oggi. La sfida è trovare il giusto equilibrio tra preservazione e innovazione, tra tradizione e cambiamento, tra famiglia e mercato. Solo così il patrimonio di conoscenze, valori e successi costruito in decenni potrà continuare a generare valore per le generazioni a venire.
E tu come professionista o imprenditore come stai gestendo il passaggio generazionale del tuo studio o della tua impresa?Hai già valutato cosa fare? Se non lo hai fatto, puoi contattarmi qui, sarò lieto di darti il mio supporto.
