Negli ultimi giorni c’è stato il grave danno causato dal forte maltempo che ha coinvolto le regioni del nord e principalmente l’Emilia Romagna. Questo grave incidente pone in evidenza alcune affermazioni dei rappresentanti del governo. Tra queste si parla dell’introduzione graduale di un’assicurazione obbligatoria per tutte le abitazioni contro i rischi derivanti da danni naturali.
Questa mossa, annunciata dal ministro per la protezione civile Nello Musumeci durante una recente conferenza dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), segnerebbe un cambiamento decisivo nella politica di gestione dei rischi legati alle calamità naturali nel paese.
L’Italia, ha un vasto patrimonio immobiliare e la sua vulnerabilità ai rischi idrogeologici è conosciuta da decenni e da diversi governi, oggi ci si trova di fronte a una sfida sempre più difficile. Secondo i dati dell’Istat, nel 2021 circa il 75% delle famiglie italiane viveva in abitazioni di proprietà, con un valore medio degli immobili residenziali stimato intorno ai 180.000 euro. Questo significativo investimento privato si scontra con la realtà di un territorio esposto a molteplici rischi naturali, infatti solo il 6% circa delle proprietà è coperto da polizze assicurative.
Il cambiamento climatico ha esacerbato la frequenza e l’intensità di eventi come alluvioni, frane e terremoti, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riporta che circa il 91% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera, evidenziando l’urgenza di misure preventive e protettive.
La proposta del governo
Il ministro Musumeci ha delineato un approccio graduale verso l’obbligo assicurativo: in una delle sue ultime dichiarazioni ha affermato: “Gradualmente arriveremo all’obbligo di sottoscrivere una polizza contro rischi naturali per le abitazioni”. Questa misura è parte di un più ampio disegno di legge sulla ricostruzione post-calamità, attualmente all’esame del Parlamento, questo ddl introdurebbe diverse novità:
Stabilire un limite massimo di cinque anni per la ricostruzione dopo una calamità naturale.
Prevedere la necessità di sottoscrivere una polizza contro i rischi naturali.
Viene sottolineata la necessità di un “cambiamento culturale” di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico.Il ministro ha enfatizzato che “è finito il tempo in cui lo Stato poteva intervenire ed erogare risorse per tutti e per sempre”. Questo segnala un importante spostamento della responsabilità verso i cittadini, invitandoli a diventare “consapevoli ed adeguare ogni iniziativa per ridurre l’esposizione al rischio propria e dei propri beni”.
Le prospettive
L’introduzione di un’assicurazione obbligatoria per i rischi naturali rappresenterebbe un cambiamento paradigmatico nella gestione del rischio in Italia. Potrebbe portare a: una riduzione del carico finanziario sullo Stato in caso di calamità, un incentivo per i proprietari a investire in misure preventive.
L’implementazione di tale politica richiederà un delicato equilibrio tra la necessità di protezione e l’accessibilità economica per i proprietari di immobili. Inoltre il governo non potrà solo passare per l’ente impositore ma anche per l’ente garante della sicurezza dei cittadini, dovrà davvero lavorare per ridurre al minimo i rischi nei paesi e nelle città con le maggiori probabilità di danni causati dal maltempo.
Sicuramente per i privati c’è da valutare come l’assicurazione possa “difenderli” da eventuali danni causati da catastrofi naturali, una valutazione che dovrà essere fatta con il supporto di professionisti che mettano in campo professionalità e serietà. Il successo di questa iniziativa dipenderà dalla sua capacità di offrire una protezione efficace senza imporre un onere eccessivo sui proprietari di immobili italiani, anche se, come si dice spesso: è meglio prevenire che curare.
