Se siete una famiglia di imprenditori, liberi professionisti, manager o sportivi, sicuramente avrete sentito parlare della figura del Family Office. Questa emerge come figura chiave per la gestione patrimoniale delle famiglie più facoltose. Questa struttura, che può operare al servizio di una singola famiglia (Single Family Office) o di più nuclei familiari (Multi-Family Office), si sta affermando come punto di riferimento per la pianificazione e l’amministrazione delle ricchezze private di lungo termine, anche se nell’ultimo periodo sta diventando la figura cardine sulla quale ruota tutta la gestione mobiliare e immobiliare delle famiglie.
Il ruolo del Family Office va ben oltre la semplice gestione degli investimenti, come spiega un esperto del settore, “il Family Office agisce come un vero e proprio CFO della famiglia, occupandosi non solo dell’allocazione del patrimonio, ma anche della pianificazione fiscale, successoria e filantropica”. Questo approccio olistico permette di preservare e accrescere il patrimonio familiare attraverso le generazioni, bilanciando gli obiettivi finanziari con quelli personali e valoriali della famiglia.
In Italia, il fenomeno dei Family Office sta vivendo una fase di significativa espansione, secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sul Family Office di AIPB (Associazione Italiana Private Banking), si stima che nel nostro paese operino circa 200 Family Office, di cui il 60% sono Multi-Family Office. Questi ultimi gestiscono in media patrimoni per 2,5 miliardi di euro ciascuno, servendo mediamente 25 famiglie per struttura.
Il mercato italiano presenta alcune peculiarità rispetto al contesto internazionale, in particolare, si osserva una maggiore propensione verso i Multi-Family Office, che seguono un numero elevato di famiglie, in alcuni casi superando le 30 unità. Questo contrasta con la pratica anglosassone che tende a limitarsi a non più di 12 nuclei familiari per struttura. Tale tendenza è in parte spiegata dalla struttura del tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzato da un elevato numero di PMI familiari con patrimoni significativi ma non sempre sufficienti per giustificare un Single Family Office.
Un altro dato interessante emerge dall’analisi della composizione dei patrimoni gestiti dai Family Office italiani, sempre l’AIPB, circa il 40% degli asset è allocato in investimenti finanziari, il 30% in partecipazioni aziendali, il 20% in immobili e il restante 10% in altri asset alternativi. Questa diversificazione riflette la complessità della ricchezza delle famiglie imprenditoriali italiane e la necessità di una gestione specializzata.
L’utilità del Family Office emerge chiaramente in un contesto dove i mercati finanziari e le normative internazionali diventano sempre più complesse e, secondo uno dei più noti family office in Italia: “In un mondo dove le opportunità di investimento si moltiplicano, così come i rischi, avere un team dedicato che monitora costantemente il patrimonio familiare diventa fondamentale”.
In Italia, la soglia patrimoniale per giustificare la creazione di un Single Family Office è generalmente stimata intorno ai 50-100 milioni di euro, cifra inferiore rispetto agli standard internazionali ma comunque importante, questo spiega perché molte famiglie optino per soluzioni Multi-Family Office, condividendo così i costi strutturali e beneficiando al contempo di un servizio altamente personalizzato.
Il Family Office si configura come una risposta sofisticata alle esigenze di gestione patrimoniale delle famiglie facoltose, offrendo un mix di competenze finanziarie, legali e relazionali che si adattano alle specificità di ogni nucleo familiare. In Italia, questo modello sta guadagnando terreno, adattandosi alle peculiarità del tessuto imprenditoriale nazionale e promettendo di giocare un ruolo sempre più centrale nella gestione dei grandi patrimoni familiari negli anni a venire.
