L’Europa si trova di fronte a una svolta epocale nel settore automobilistico: la transizione verso la mobilità elettrica. Questa mossa, dettata da urgenti preoccupazioni ambientali e geopolitiche, sta ridisegnando l’intero panorama industriale del continente. Ma quali sono le reali implicazioni di questa scelta? E soprattutto, è davvero la soluzione ottimale per il nostro futuro?
Il perché
L’Unione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni di CO2, con il settore dei trasporti nel mirino, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il trasporto su strada è stato il responsabile del 20,4% delle emissioni totali di gas serra nell’UE nel 2019. La decisione di puntare sull’elettrico non è solo una questione ambientale, ma anche una mossa strategica per ridurre la dipendenza dal petrolio e posizionare l’industria europea all’avanguardia in un settore in rapida crescita.
La sfida orientale
Mentre l’Europa accelera verso l’elettrico, si trova a fronteggiare una concorrenza agguerrita dalla Cina, nell’anno 2023, le esportazioni di auto elettriche dalla Cina all’UE sono aumentate del 112%, raggiungendo un valore di 9,7 miliardi di euro. In risposta, l’UE ha avviato un’indagine anti-sovvenzioni sulle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina, che potrebbe portare all’introduzione di dazi doganali fino al 25%.
I costi della transizione
Passare all’elettrico ha un prezzo, e non solo in termini di investimenti industriali, secondo un’analisi di Bloomberg NEF, nel 2023 un’auto elettrica di medie dimensioni costa in media il 33% in più rispetto a un modello equivalente a combustione interna in Europa. Questo divario si sta riducendo, ma rimane un ostacolo importante per molti consumatori. Le auto ibride rappresentano un compromesso, con un sovrapprezzo intorno al 15-25%, ma non offrono gli stessi benefici ambientali delle elettriche pure.
L’elettrico è davvero il futuro?
La risposta non è semplice, se da un lato le auto elettriche non producono emissioni dirette, dall’altro il loro impatto ambientale va valutato considerando l’intero ciclo di vita. Uno studio del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea ha rilevato che, considerando l’intero ciclo di vita, un’auto elettrica media in Europa emette circa il 55% in meno di gas serra rispetto a un’auto a benzina equivalente.
Bisogna considerare che la produzione delle batterie richiede l’estrazione di minerali rari, un processo non privo di conseguenze ambientali. Inoltre, lo smaltimento delle batterie esauste rappresenta una sfida tecnologica ed ecologica non indifferente, si stima che entro il 2030 saranno necessarie capacità di riciclaggio per oltre 700.000 tonnellate di batterie agli ioni di litio solo in Europa.
L’idrogeno una possibile soluzione?
Mentre l’industria si concentra sull’elettrico, l’idrogeno emerge come potenziale alternativa, i veicoli a idrogeno offrono autonomie paragonabili ai motori termici e tempi di rifornimento rapidi, eppure i costi di produzione e distribuzione dell’idrogeno rimangono proibitivi. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il costo di produzione dell’idrogeno verde (prodotto da fonti rinnovabili) varia tra 3 e 8 dollari per kg, mentre per essere competitivo con i combustibili fossili dovrebbe scendere sotto 2 dollari per kg.
L’idrogeno potrebbe trovare spazio nel trasporto pesante, dove le batterie elettriche mostrano i loro limiti, ma per il mercato di massa la strada appare in salita.
La transizione verso la mobilità elettrica in Europa appare un processo complesso, carico di sfide e opportunità. Se da un lato promette di ridurre drasticamente le emissioni e di rinnovare l’industria automobilistica, dall’altro comporta costi significativi e solleva interrogativi sull’effettivo impatto ambientale nel lungo termine.
L’Europa sembra aver fatto la sua scelta, puntando decisamente sull’elettrico, ma il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità di gestire la concorrenza internazionale, di rendere accessibili i veicoli elettrici a un pubblico più ampio e di garantire una vera sostenibilità ambientale lungo l’intera filiera.
In questo scenario, l’idrogeno potrebbe giocare un ruolo complementare, soprattutto in settori specifici, la vera sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e accessibilità economica.
La strada verso un futuro a zero emissioni è tracciata, ma il percorso è tutt’altro che lineare, tu hai già fatto la tua scelta? Alla luce di queste novità quale veicolo preferiresti acquistare?
