In un’epoca in cui il pianeta lancia segnali sempre più allarmanti, un nuovo paradigma economico sta emergendo, con l’obiettivo di riconciliare il progresso con la sostenibilità. L’economia circolare si sta affermando come la bussola che potrebbe guidarci verso un futuro più verde e prospero.
Immaginate un mondo in cui ogni “rifiuto” diventa una risorsa, ogni prodotto è progettato per avere molteplici vite, e le aziende competono non solo per i profitti, ma per il minor impatto ambientale, questo non è un utopico scenario futuristico, ma la realtà che l’economia circolare sta già plasmando nel tessuto imprenditoriale italiano e globale.
Da bottiglie d’olio che ritornano alle loro origini per essere riempite nuovamente, a fibre sintetiche che rinascono dalle reti da pesca abbandonate negli oceani, l’economia circolare sta riscrivendo le regole del gioco, trasformando le sfide ambientali in opportunità di business. È uno splendido mix tra innovazione e conservazione, dove la tecnologia d’avanguardia si fonde con la saggezza antica del “non sprecare”.
In questo articolo esploreremo cosa significa realmente questo concetto, perché sta catturando l’attenzione di imprenditori e policy maker, e come sta ridisegnando il panorama economico del nostro paese. Dalle agevolazioni fiscali che stanno alimentando questa rivoluzione verde, alle storie ispiratrici di aziende che hanno abbracciato questo modello, scopriremo come l’economia circolare non sia solo una necessità ambientale, ma una concreta opportunità di rinascita economica.
Cos’è l’economia circolare?
L’economia circolare è un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo, minimizzando gli sprechi e massimizzando l’utilizzo delle risorse. In contrapposizione al tradizionale modello lineare “produci-usa-getta”, l’economia circolare si basa su tre principi fondamentali: eliminare i rifiuti e l’inquinamento fin dalla progettazione, mantenere prodotti e materiali in uso e rigenerare i sistemi naturali.
L’adozione di modelli di economia circolare offre vantaggi sia ambientali che economici. Sul fronte ambientale, contribuisce a ridurre l’estrazione di materie prime, le emissioni di CO2 e la produzione di rifiuti. Dal punto di vista economico, può portare a una maggiore efficienza nell’uso delle risorse, alla creazione di nuovi posti di lavoro e all’apertura di nuovi mercati.
Benefici fiscali e incentivi
Il governo italiano ha implementato una serie di misure fiscali e incentivi per promuovere l’adozione di modelli di economia circolare, di seguito alcuni esempi:
Credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo: credito del 20% concesso alle imprese che impiegano risorse e attrezzature per la ricerca e lo sviluppo in questo settore.
Fondo per l’economia circolare: fondo con dotazione di 210 milioni di euro per il triennio 2022-2024. Tra i progetti finanziabili ci sono: innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti; sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua; strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo.
Nuovo fondo per la Transizione Energetica: è un fondo con una dotazione di 180 milioni di euro per il 2022-2024 con l’obiettivo di sostenere progetti di decarbonizzazione del ciclo industriale.
Bonus economia circolare per le PMI: è un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili per le piccole e medie imprese che effettuano investimenti in tecnologie per l’economia circolare, consulenze specialistiche, formazione del personale.
Storie di economia circolare
Ci sono delle aziende che sono diventate B Corp o Società Benefit e hanno implementato già da tempo dei processi di economia circolare nella loro organizzazione. Le società benefit sono organizzazioni che operano con l’obiettivo di generare un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, insieme al profitto finanziario, di queste abbiamo alcune storie da raccontare:
Nespresso Italia: pioniere nel riciclo delle capsule di caffè Nespresso ha implementato il programma “Da Chicco a Chicco”, un sistema di economia circolare che va oltre il semplice riciclo. Le capsule usate vengono raccolte in oltre 140.000 punti in tutta Italia. L’alluminio viene separato e fuso per creare nuovi oggetti, come le iconiche biciclette realizzate in collaborazione con Momo Design. Il caffè esausto viene trasformato in compost di alta qualità, utilizzato per coltivare riso in una risaia in Piemonte. Questo riso viene poi riacquistato da Nespresso e donato al Banco Alimentare. Nel 2022, il programma ha permesso di recuperare oltre 1.500 tonnellate di capsule usate, producendo 65 tonnellate di riso per il Banco Alimentare.
Eataly: dalla tavola al campo Eataly ha adottato un approccio innovativo alla gestione dei rifiuti alimentari. In collaborazione con Novamont, azienda leader nella produzione di bioplastiche, ha implementato un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti organici nei suoi punti vendita. Questi rifiuti vengono trasformati in compost di alta qualità attraverso un processo di compostaggio industriale. Il compost viene poi utilizzato per fertilizzare i campi dei fornitori di Eataly, creando un ciclo virtuoso dal campo alla tavola e di nuovo al campo. Questo progetto ha permesso di ridurre l’impronta di carbonio di Eataly del 20% e di produrre oltre 500 tonnellate di compost all’anno.
Dynamo Camp: terapia ricreativa e sostenibilità Dynamo Camp, prima Società Benefit in Italia ad occuparsi di terapia ricreativa per bambini con patologie gravi, ha integrato l’economia circolare nel suo modello operativo. Ha implementato un sistema di gestione dell’energia basato su fonti rinnovabili, con pannelli solari che coprono il 70% del fabbisogno energetico del campo. Inoltre, ha creato un sistema di recupero e riutilizzo dell’acqua piovana per l’irrigazione, riducendo il consumo idrico del 40%. Nel 2022, Dynamo Camp ha lanciato il progetto “Circular Therapy”, che utilizza materiali di scarto delle aziende locali per le attività ricreative, trasformando rifiuti in strumenti terapeutici.
Fratelli Carli: Olio d’oliva in circolo L’azienda olearia ligure Fratelli Carli ha rivoluzionato il suo modello di business adottando un sistema di vuoto a rendere per le proprie bottiglie. Le bottiglie di vetro, una volta vuote, vengono ritirate direttamente dai clienti e riportate all’azienda. Qui vengono sottoposte a un processo di lavaggio e sterilizzazione ad alta temperatura, per poi essere riutilizzate. Questo sistema permette di riutilizzare ogni bottiglia fino a 20 volte prima del riciclo finale. Nel 2022, Fratelli Carli ha risparmiato oltre 1 milione di bottiglie nuove, riducendo le emissioni di CO2 di circa 400 tonnellate. Inoltre, l’azienda ha implementato un sistema di tracciabilità blockchain per garantire la trasparenza della filiera e l’autenticità del prodotto.
Questi esempi dimostrano come l’economia circolare non sia solo una teoria, ma una pratica concreta che può portare benefici tangibili sia per le aziende che per l’ambiente. Le imprese che adottano questi modelli non solo riducono il loro impatto ambientale, ma spesso scoprono nuove opportunità di business e di innovazione.
Sfide e opportunità
Nonostante i vantaggi, l’implementazione di modelli di economia circolare presenta anche delle sfide, le aziende devono ripensare i propri processi produttivi, investire in nuove tecnologie e, in alcuni casi, modificare i propri modelli di business. Le opportunità sono innumerevoli: dall’apertura di nuovi mercati alla creazione di vantaggio competitivo, fino al miglioramento della reputazione aziendale.
L’economia circolare rappresenta non solo una necessità ambientale, ma anche una concreta opportunità di business. Le aziende che sapranno cogliere questa sfida potranno posizionarsi come leader di un nuovo paradigma economico, più sostenibile e redditizio nel lungo termine.
