Nel mondo scintillante dello sport professionistico, dove i riflettori illuminano trionfi e record, spesso si cela un’ombra inquietante: affrontare il post-carriera. Un fenomeno che colpisce anche le stelle più luminose, trasformando leggende di uno sport in storie di profonda riflessione per le future generazioni di atleti. In questo articolo parlerò di alcuni grandi campioni, che per colpa di consigli sbagliati o per mancanza di conoscenze specifiche, hanno dilapidato il loro patrimonio. Questi errori di valutazione hanno toccato tutti gli sportivi professionistici dal tennis al calcio passando per il basket.
Boris Becker
L’ex campione tedesco Boris Becker, oggi 54enne, è recentemente stato assolto da una condanna in primo grado per aver trasferito ingenti somme di denaro dal suo conto aziendale ad altri conti, compreso quello dell’ex moglie Barbara. Becker era stato accusato di non aver dichiarato una proprietà in Germania, di aver nascosto 825.000 euro di prestiti bancari e diverse azioni tech, con una cifra complessiva frodata di 2,5 milioni di sterline. Becker ha giustificato le sue azioni sostenendo di non sapere dove si trovassero nemmeno i suoi trofei, inclusi due dei suoi tre titoli di Wimbledon, e che le sue finanze erano state prosciugate da un costoso divorzio, dal mantenimento dei figli e da uno stile di vita opulento.
Wes Brown
L’ex difensore del Manchester United, Wes Brown, ha sperimentato una tragica caduta finanziaria. Nonostante guadagnasse 60.000 sterline a settimana e avesse una carriera costellata di successi, inclusi cinque titoli di Premier League e due Champions League, Brown è finito in bancarotta. La rovina finanziaria ha portato anche al divorzio dalla moglie Leanne. Dopo il ritiro nel 2018, Brown è stato dichiarato insolvente dall’Alta Corte di Giustizia del Regno Unito a causa di cattivi investimenti, specialmente nel settore immobiliare, e della mancanza di buoni consigli finanziari. In un podcast, Brown ha spiegato che non è stato il tenore di vita alto a rovinarlo, ma la fiducia mal riposta in alcune persone che lo hanno mal consigliato.
Antoine Walker
Antoine Walker, ex stella dell’NBA con i Boston Celtics, è finito in bancarotta dopo il ritiro dal basket professionistico. Walker ha spiegato in un’intervista come un confronto più approfondito con un esperto avrebbe potuto evitare il disastroso investimento immobiliare che lo ha portato in grosse difficoltà finanziarie. Abituato ai lussi di una vita sportiva ai massimi livelli, Walker aveva iniziato a spendere eccessivamente, acquistando più immobili e auto costose. Purtroppo è stato un cattivo investimento immobiliare a portare l’ex atleta al tracollo.
Marco van Basten
Marco van Basten, ex grande campione del Milan e della nazionale olandese, ha raccontato nella sua autobiografia “Fragile” le disavventure finanziarie affrontate dopo il ritiro dal calcio giocato. Nei primi anni 2000, Van Basten aveva affidato 23 milioni di euro alla divisione “gestione di patrimoni” della banca olandese ABN AMRO. A seguito della crisi dei mercati finanziari del 2001-2002, si è trovato con perdite potenziali pari a circa 10 milioni di euro. Queste perdite, aggravate da una cartella esattoriale da 32,8 milioni di euro presentata dal fisco olandese, hanno messo in seria difficoltà l’ex calciatore, che ha dovuto liquidare subito gli investimenti effettuati.
Arantxa Sanchez
Arantxa Sanchez, ex numero uno del ranking mondiale di tennis, è passata dal successo ai debiti. Dal 2011, le sue difficoltà finanziarie sono legate a sette milioni di euro richiesti dalla banca del Lussemburgo, lasciata l’Europa e trasferitasi a Miami, la Sanchez ha visto crescere il suo debito a causa di una battaglia legale persa, iniziata per evitare il pagamento di 3,5 milioni di euro imposti dal fisco spagnolo per residenza fittizia ad Andorra. Il debito cresciuto nel tempo l’ha condotta anche al divorzio dal marito, che le ha portato via i trofei vinti e ha chiesto la custodia dei figli.
La dura realtà del post carriera
Secondo uno studio condotto dalla xPro, un’organizzazione che supporta migliaia di ex calciatori professionisti, tre ex calciatori su cinque della Premier League dichiarerebbero fallimento entro i primi cinque anni dal ritiro. Inoltre, il 75% dei calciatori tedeschi non saprebbe guadagnarsi da vivere al di fuori dello sport. Secondo Sports Illustrated, il 78% dei giocatori NFL affronta seri problemi finanziari entro due anni dal ritiro, mentre il 60% dei giocatori NBA è al verde entro cinque anni dalla fine della carriera.
Reinserirsi nella società, dopo anni di lusso sfrenato e senza un mestiere fra le mani, è più complicato di quanto si pensi. La vita agiata degli atleti spesso li rende impreparati alle sfide finanziarie del post-carriera, evidenziando l’importanza di una gestione oculata delle finanze e della consapevolezza economica.
Mentre celebriamo i trionfi atletici, non possiamo ignorare la vulnerabilità finanziaria che spesso segue. Le storie di questi campioni caduti servono come potente promemoria: nel mondo dello sport professionistico, la vera vittoria a lungo termine si misura non solo in trofei, ma anche con la stabilità finanziaria e la preparazione per il futuro, magari affidandosi a professionisti preparati non solo in campo finanziario ma anche in quello legale.
